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La vera storia di Babbo
Natale |
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Le tradizioni natalizie hanno un’origine
spesso molto più antica della nascita del cristianesimo. Sono
legate ai riti per la fine dell’inverno e l’inizio di un nuovo
ciclo |
Di
Francesca Capelli -
francesca.capelli@ragazzinet.it
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Sapevi che Babbo Natale arriva in realtà dall’Italia?
E nella sua versione “originale” era vestito di verde
e non di rosso? Andiamo per ordine. La sua vera storia
ce la racconta Fabio Rossi (qui sotto), geografo esperto di
tradizioni popolari, autore di testi scolastici e di
“Incontenibile Italia” (Salani, 16,80 €, più sotto), una
simpatica guida alle nostre regioni.
“La figura di Babbo Natale corrisponde in realtà a
quella di San Nicola, che si festeggia il 6 dicembre”,
spiega Rossi. “San Nicola era un vescovo, vissuto in
Turchia nel IV secolo, considerato il protettore dei
naviganti”. Attorno all’anno mille, alcuni marinai ne
trafugarono le spoglie”, spiega Fabio Rossi, “e le
portarono a Bari, dove venne costruita una grande
basilica (in basso) per custodirle”. |
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San Nicola è protagonista di molte leggende, tra cui quella
che ha dato origine alla tradizione dei regali. “Si
racconta”, continua Rossi, “che avesse donato delle monete
d’oro a tre ragazze povere, che altrimenti non avrebbero
avuto una dote e non si sarebbero sposate". Il padre,
insospettito da queste attenzioni, le chiuse in casa. |
Allora Nicola si arrampicò sul tetto e gettò altre
monete nel camino, dove finirono nelle calze che le
giovani avevano steso accanto al fuoco ad asciugare. Da qui deriva l’abitudine della calza che si
appende al camino la sera della vigilia di Natale, per
ritrovarla piena di doni.
“San Nicola era venerato in tutti i porti”, dice Rossi,
“e diventò la polena – la figura di prua - di molte navi
olandesi, dove il nome fu storpiato e divenne Sinter
Klaas. Arrivato in America, il nome fu modificato ancora
in Santa Claus”. |
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Il “vero” Santa Claus fumava la pipa ed era vestito di
verde.
“Diventò rosso per via della Coca Cola, che cercava un
personaggio invernale a cui legare la pubblicità della
bibita, per spingere i consumi anche nella stagione fredda”,
spiega Rossi. Ma la tradizione dei regali non è affidata
soltanto a Babbo Natale. Anzi, questa figura è arrivata
relativamente tardi in Italia. |
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A Bari e a Trieste
“resiste” San Nicola. E non è un caso, visto che si
tratta di città con il porto e questo santo era caro
soprattutto ai marinai. Nella zona di
Lodi c’era Santa Lucia (festeggiata il 13 dicembre),
che anticipava la festa di una decina di giorni
rispetto al Natale. Per l'occasione si cucinano
ancora oggi speciali biscottini con una mandorla al
centro che ricorda un occhio (Santa Lucia è la
protettrice della vista). I
bambini dell’Italia centrale dovevano invece aspettare la Befana.
“Il termine ‘befana’ deriva da una storpiatura della
parola Epifania, festa liturgica del 6 gennaio, la visita dei Magi”, dice Rossi. “Ma
si innesta su una tradizione precristiana, legata ai
riti per la fine dell’anno, rappresentato da una ‘vecchia’, bruciata in piazza la
notte del 31 dicembre, in attesa del nuovo anno”. |
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A proposito, tu appartieni al “partito” dell’albero
o a quello del presepe? Quest’ultimo
è più vicino alla nostra tradizione. Fu inventato da San
Francesco, per ricordare la scena della nascita di
Gesù, e si è sempre arricchito con i personaggi
delle tradizioni contadine locali – il venditore di
caldarroste, il fornaio, la lavandaia – anche se
questi non esistevano nella Palestina dell’epoca di
Gesù. |
Immancabile anche il
suonatore di zampogna, strumento antichissimo, di
origine contadina e pastorale (non a caso viene
fabbricato con la pelle delle capre o delle pecore) e
diffuso, con nomi diversi, in tutta Europa.
L’usanza di addobbare l’albero, invece, è tipicamente
nordica e risponde all’esigenza di rischiarare con
luci e colori le lunghe notti artiche. Non a caso,
viene prescelto un abete, cioè un sempreverde, a
simboleggiare il trionfo della vita sulla morte e
sull’inverno. |
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