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Dal
conservatorio… all’intervallo |
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Mafy, protagonista di una fiction di
successo per Disney Channel, ha iniziato a studiare musica
classica fin
da piccola. E ora sta lanciando il suo primo album |
di
Claudio Facchetti -
claudio.facchetti@ragazzinet.it
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Canta canzoni pop, ma suona alla perfezione Mozart, al violino e
al pianoforte. recita nella popolare teen-fiction “Quelli
dell’intervallo”, in onda da tre anni su Disney Channel,
ma legge saggi di Albert Einstein e libri di Hermann Hesse,
Ernest Hemingway e Luigi Pirandello.
Mafy, che
all’anagrafe di Piacenza (dov’è nata) è registrata come
Ambra Lo Faro, è una specie di piccolo vulcano in
eruzione, visto l’entusiasmo - che deriva anche dai suoi
15 anni, con cui racconta le
sue molteplici passioni. |
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Lei sembra vivere tutti questi impegni con leggerezza, forse
perché abituata ad affrontarli fin da piccola. Infatti, ha
incominciato a cantare a 4 anni, per poi trasferire il suo
interesse per la musica sugli strumenti: violino e pianoforte
al conservatorio. Nel frattempo, è finita a recitare nella
serie tv “Quelli dell’intervallo”, dove interpreta Mafalda, una
brava ragazza che aspira a diventare cantante. E se nella
fiction quel desiderio, per adesso, rimane lontano, nella
realtà, per Mafy, è diventata un’occasione concreta.
La giovane artista ha realizzato il suo primo
album, “Un giorno speciale”, dieci canzoni di electro-pop-dance ben congegnate, con un duetto con
Duncan James (ex Blue) a impreziosire l’incisione e
una carriera già… speciale. |
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Quando hai
incominciato a interessarti alla musica?
Presto, anche perché sono stata favorita
dall’ambiente familiare: mamma cantante e papà musicista. A 4 anni ho iniziato a
cantare e, visto che ero portata, i miei mi hanno iscritta al
conservatorio. Studio pianoforte e violino e ho già il diploma di teoria e solfeggio.
Come sei finita dalla classica a una fiction Tv?
Avevo già interpretato alcuni spot pubblicitari e fatto qualche comparsata in spettacoli televisivi per ragazzi.
Circa tre anni fa, ho sentito
che “Disney Channel” stava cercando giovani attori e attrici
per “Quelli dell’intervallo” e mi sono presentata ai provini.
È andata bene, pur non avendo mai recitato in vita mia. |
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Il personaggio che interpreti ha un alto
gradimento. Quanto ti somiglia?
Rispecchia abbastanza la mia personalità. Ho avuto la
fortuna di vestire i panni di una ragazzina normale
che va a scuola e ha problemi e desideri di tante
altre come lei. Forse piace per questo.Vuoi fare l’attrice di professione?
Il mio obiettivo è fare la cantante. “Quelli dell’intervallo” l’ho fatto un po’ per divertimento e un
po’ per mettermi alla prova. La popolarità raggiunta dalla serie
tv mi è servita per farmi conoscere e abbreviare la strada per
incidere un disco. |
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Niente proibisce di seguire entrambe le
carriere.
I miei sforzi sono puntati soprattutto sulla musica.
Certo, non tralascio le altre opportunità. Non mi
dispiacerebbe diventare un’artista completa in
tutto, dal canto alla recitazione alla danza. Dovrò
lavorare sodo, ma la cosa non mi spaventa.
Cosa ti ha insegnato
l’esperienza televisiva?
A essere più sicura di me stessa davanti a un
obiettivo. |
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Oggi il mondo della musica è legato a doppio filo con quello
dell’immagine, quindi è bene sapersi muovere con disinvoltura in
uno studio tv o mentre si gira un videoclip.
Studi classica, ma
canti pop. Perché?
Ho avuto la fortuna
di poter frequentare entrambe le due espressioni: la
classica con lo studio, il pop con il canto. Niente di
strano, anche perché ho sempre ascoltato musica leggera.
Quale “volto” hai voluto dare al tuo album? |
| Il disco ha una spiccata identità pop e tutte le melodie sono
state arrangiate con sonorità elettroniche. È cantato in
italiano, ci tengo a sottolinearlo, perché basi così moderne
come quelle usate nelle canzoni si trovano, di solito, solo in
lavori stranieri. I testi raccontano ciò che accade intorno a
me, dalla mia passione per la musica alle prime cotte. La
tua vita è intensa. Riesci a viverla in
maniera “normale”?
Gli impegni non hanno cambiato più di tanto le mie
abitudini. Frequento il liceo scientifico e ho i
classici pensieri di una quindicenne. Sarebbe un
guaio se fosse il contrario, perché non mi godrei
la mia età.
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Vivo il canto e la recitazione come momenti
divertenti, che danno un pizzico di sale alle mie
giornate, ma mi sento uguale alle mie coetanee.
Oltre alla musica, hai altre passioni?
Mi piace leggere, in particolare i libri di Hesse,
Hemingway, Pirandello e i saggi di Einstein. Sembra strano, sono autori giudicati troppo
“complicati” per una quindicenne. Ma non
scrivono in modo difficile, semmai in maniera introspettiva:
ci vuole un po’ di tempo in più per scoprirne il
messaggio. Possono sembrare paroloni
complicati, ma rispecchiano le esperienze
della vita quotidiana. |
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