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"La grande festa" dei Pooh 

Un anniversario importante, 40 anni di attività nella musica, per il famoso quartetto. Un evento ricordato con un doppio Cd, nel quale cantano anche alcuni dei loro fan
di Claudio Facchetti - claudio.facchetti@ragazzinet.it

Tutti i loro album si sono piazzati sempre nei primi tre posti delle classifiche di vendita: sommando i giorni di presenza, si arriva a 11 anni. Per questo, il 40° compleanno dei Pooh, che il gruppo festeggerà nel 2006, è un evento importante. Era il 1966 quando il quartetto iniziò facendo il beat, genere che riproponeva all'italiana le mode musicali arrivavate dall’Inghilterra. Nel 1973 uscì l’album “Parsifal”, che coincide con l’assetto definitivo della band: Roby Facchinetti, Dody Battaglia, Red Canzian e Stefano D’Orazio.

Il loro segreto? Hanno trovato un modo di fare pop italiano, aggiungendo di volta in volta elementi di novità. Sono stati loro i primi ad affrontare temi scottanti nelle canzoni, a presentare show rivoluzionari sotto il profilo sonoro e spettacolare, a impegnarsi in campo sociale quando ancora non era una moda farlo. Ora è arrivato un anniversario importante, che i Pooh hanno scelto di celebrare con un doppio Cd, intitolato non a caso “La grande festa”: 31 brani storici più 2 inediti, “La grande festa” appunto, e “Destini”.

Quali sentimenti suscita in voi scorrere questo album di “ricordi musicali”?

Roby: Un’ondata di emozioni. Nelle canzoni sono concentrate le vite di quattro persone che hanno dedicato la maggior parte del loro tempo alla musica, con tutte le gioie e i problemi di questa scelta ha comportato. Alcuni brani portano alla memoria fatti personali: figli che nascono, innamoramenti, separazioni, incontri...

Cosa si prova a tagliare il nastro dei  40 anni di carriera?
Dody: I primi a meravigliarsi siamo proprio noi. Dieci anni fa, festeggiando il 30° anniversario, ci dicevamo quanto sarebbe stato bello arrivare ai 40 anni con lo stesso entusiasmo. Oggi ci siamo e lo stiamo vivendo con un’energia straordinaria. Parte del merito va alla musica, che non ci ha mai fatto pesare lo scorrere del tempo.

La critica, per lungo tempo, non vi ha tenuto troppo in considerazione, per poi rivalutarvi negli ultimi anni. Perché?
Stefano:
Per un certo periodo, sembrava che la musica dovesse seguire solo i canoni delle mode importate dall’estero. Portare avanti un discorso italiano veniva osservato con scarso interesse.
Oggi scopriamo che, quelle che allora erano considerate “canzonette”, dicevano cose importanti.
Mi vengono in mente Battisti, De Andrè. E crediamo di esserci anche noi.

Rimanere al top per decenni non è facile. Ci siete riusciti perché il vostro modo di fare musica è sempre stato serio?

Red: Certo. Abbiamo investito tempo, energie e idee per riuscire a esprimerci come desideravamo. Non siamo mai ricorsi a certe “trovate da circo" per andare avanti. A volte abbiamo rinunciato a un’auto nuova per comprare uno strumento migliore. Il motivo è semplice: ci piace fare i Pooh, ci piace fare questo mestiere con il cuore.

Come nasce una canzone?
Dody:
Prima arriva la musica, poi il testo.

A parte questo, non c'è una regola. Può nascere da uno stimolo personale o da un tour riuscito bene: più suoni più sei creativo.

In “La grande festa” cantate: “Siamo tutti sponde dello stesso mare, e strumenti nella stessa sinfonia”. La musica ha ancora questo potere e quanti l’hanno compreso?
Roby: La musica rende universale un messaggio e unisce la gente. Siamo stati fortunati: tante persone si sono riconosciute nelle nostre canzoni. Tanti purtroppo non hanno capito che siamo tutti "strumenti nella stessa sinfonia". Forse, tra chi ci segue, questa consapevolezza è più sviluppata.

In quella canzone ospitate 60 vostri fan. Perché?
Red:
Ai festeggiamenti dovevano partecipare tutti, dai nostri collaboratori a chi ci ha sempre sostenuto. Una parte di “La grande festa” si prestava a essere cantata in coro e abbiamo coinvolto i fan. Abbiamo messo un annuncio sul nostro sito per reclutarli. Dopo un’ora aveva già risposto in 1000, sono  stati selezionati in 60. Abbiamo lavorato in un clima gioioso e profondo che rispecchia lo spirito della nostra musica.

Per visita il sito ufficiale dei Pooh (qui sopra) clicca su: www.pooh.it.
Per ingrandire le foto e scoprire che cosa rappresentano, cliccaci sopra.

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