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Mai
più animali torturati per spettacolo |
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| La Lega Antivivisezione lancia un appello
per abolire la corrida. Ma al tempo stesso ricorda: la lotta deve sempre avvenire nella legalità, senza ricorrere alla violenza
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di
Anna Innocenti - anna.innocenti@ragazzinet.it
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Dire no alla corrida, intesa come tortura di animali innocenti e non come tradizione culturale. E’ possibile, aderendo alla campagna appena lanciata dalla Lav (Lega antivivisezione) e dall’associazione spagnola per la difesa dei diritti degli animali Adda. L’occasione arriva dal “Forum universale delle culture” che si terrà quest’anno
a Barcellona, in Spagna. Il forum servirà a promuovere tre temi
fondamentali: la diversità culturale,
lo sviluppo sostenibile (rispettoso dell’ambiente e dell’uomo), la pace.
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Le due associazioni animaliste, Lav e Adda, invitano il sindaco di Barcellona a promuovere anche un quarto tema, quello della “cultura senza tortura”. Come? Dichiarando Barcellona “città senza corrida” e abolendo la strage dei tori. All’appello si
sono unite associazioni di tutta Europa che lavorano per il rispetto dei diritti degli animali.
Se vuoi partecipare alla campagna contro la corrida, lanciata in tutta Europa,
firma un appello online su sito della Lav
(www.infolav.org).
Dalla home page, clicca su: "Corride: scrivi al sindaco di
Barcellona" e segui le istruzioni.
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In alternativa, puoi telefonare allo 06/4461325 e chiedere la cartolina della campagna “No corrida”, da firmare e inviare alla Lav entro il 15 febbraio. L’associazione farà avere cartoline e firme al sindaco di Barcellona. La città in passato si è mostrata sensibile al tema dei diritti degli animali.
Nel 1998 la giunta comunale (il “governo” di una città) ha approvato una dichiarazione
sui diritti degli animali, in cui si afferma che “ogni animale, indipendentemente dalla specie di appartenenza, ha il diritto di essere rispettato, non deve essere sottoposto a maltrattamenti, sforzi eccessivi, spettacoli o atti crudeli che possano causargli sofferenza fisica o psichica”.
Secondo la Lav queste affermazioni non possono ‘convivere’ con le gravi sofferenza di cui sono vittime i tori nelle corride.
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Gli spagnoli sono da sempre molto affezionati alla corrida e finora si sono opposti alla sua abolizione. Ma qualcosa, da alcuni anni, sta cambiando.
Il 96 per cento degli abitanti della Catalogna (la regione autonoma della
Spagna che ha per capitale Barcellona) pensa che torturare gli animali per spettacolo sia una pratica da abolire, mentre il 60 per cento
è favorevole all'abolizione delle corride.
Lottare per eliminare gli spettacoli che provocano sofferenza agli animali non significa ovviamente compiere azioni illegali.
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Alcune settimane fa il Circo di Barcellona, durante la tappa milanese del proprio tour, ha subito un attacco da parte del cosiddetto “Fronte di Liberazione Animale”, che ha colpito con bottiglie incendiarie i carrozzoni, danneggiando i veicoli ma senza ferire, per fortuna, persone o animali. “Rifiutiamo qualsiasi forma di violenza”, dice Adolfo Sansolini, presidente della Lav. “La violenza non può diventare un mezzo per far valere le proprie ragioni”. Oltretutto chi ha beneficiato dell’attacco è stato proprio il Circo di Barcellona che aveva piantato le tende a Milano senza le autorizzazioni necessarie e che ha ottenuto in questo modo pubblicità gratuita. Conclude
Sansolini: "Ci auguriamo che il Comune di Milano decida di non ammettere più in città circhi che sfruttano gli animali”.
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Le alternative "ecologiche" esistono, come
dimostra l'esperienza della "Piccola Scuola di Circo" (qui sopra) che proprio a Milano organizza corsi
per clown,
acrobati, giocolieri, senza animali (tel. 02/42290574, www.piccolascuoladicirco.it,
e-mail: info@piccolascuoladicirco.it).
E' la prova i come il circo possa accompagnarsi al
rispetto degli animali e a una cultura di pace. Eppure proprio in questi giorni
il Piccolo Circo potrebbe essere sfrattato dal Comune di Milano da uno spazio
in via Montello precedentemente concesso. Per firmare l'appello per salvarlo,
collegati al sito.
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Le foto della corrida si trovano sul sito della Lav
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